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Perugia-Juventus del 2000, Alessandro Melli: “Negli spogliatoi provammo a metterci d’accordo con la Juve per pareggiare, ma…”

Nella giornata odierna, in pieno svolgimento delle Olimpiadi, in corso di svolgimento a Parigi, l’ex attaccante del Perugia e della nazionale azzurra, Alessandro Melli, ha rilasciato delle rivelazioni molto scottanti sul match famoso Perugia-Juventus del 14 maggio 2000 e che sicuramente faranno discutere.

In quel match, che portò allo Scudetto della Lazio (3-0 sulla Reggina), il classe ’69 subentrò al minuto 77, prendendo il posto del collega di reparto ed ex bianconero, Nicola Amoruso, con la squadra di mister Carlo Ancelotti, beffata proprio sul filo di lana e che nel dopo partita si lamentò duramente per le condizioni del campo di gioco impraticabili, ma l’arbitro viareggino Pierluigi Collina, alla fine decise dopo una lunga sospensione, di far giocare regolarmente il secondo tempo.

Queste le sue parole nell’intervento a “Non è più domenica”, podcast condotto da Rocco Di Vincenzo e Matteo Fantozzi.

PERUGIA JUVENTUS: “Eravamo salvi e non avevamo niente da chiedere in campionato, la Juve doveva vincere per vincere il campionato, e veniva da una settimana di polemiche per il gol di Cannavaro con il Parma. Erano scortati che sembravano dei pregiudicati. Gaucci era legato alla Lazio e al Banco di Roma, in settimana ci chiese di fare di tutto per vincere e che ci avrebbe dato anche un premio perché voleva che la Lazio vincesse il campionato, per interessi personali. Se avessimo perso ci avrebbe portato in Cina in ritiro“.

ACCORDO PER IL PAREGGIO: “Negli spogliatoi provammo a metterci d’accordo con la Juve per pareggiare e loro sarebbero andati a fare lo spareggio. I giocatori della Juve non accettarono questa proposta, soprattutto Davids, Zidane e Montero. Fu un pour parler di nascosto tra i giocatori più importanti. Giocammo una partita irregolare che finì come finì per un episodio“.

ESCLUSIONE USA ’94: “Sacchi era molto integralista, aveva un codice etico, ha poca flessibilità e questo è stato uno dei suoi limiti. Le regole sono importanti, ma devono essere flessibili. All’epoca la sua scelta mi diede fastidio, ma poi ora ho capito che feci un errore. Rimasi fuori dalle convocazioni per Usa ’94 perché mi rifiutai di andare in panchina in una gara col Parma con Nevio Scala allenatore“.

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